
TESTA A TESTA – Adesso invece il posto è suo, con buona pace del bravo Skorupski. E non ci sono dubbi perché Di Francesco lo ha indicato come titolare sin dal primo giorno di ritiro, addestrandolo con pazienza nel lavoro con i piedi che per il suo gioco è fondamentale. Domani sera Alisson riabbraccia la Champions sfidando uno dei più bravi portieri europei, lo sloveno Oblak, con l’idea di contenere le scorribande dei vari Griezmann, Carrasco, Torres e sostenere la Roma in una serata molto importante.
ADATTAMENTO – Entrando con pazienza nel panorama europeo, ha acquisito sicurezza e personalità. Non è un compagnone, uno di quelli che si mettono a ballare nello spogliatoio, né un urlatore sul campo, ma ha gradatamente preso le misure al suo ruolo nella Roma migliorando la comunicazione con i difensori. E ora, nella stagione del Mondiale, punta alla consacrazione. «Questo è l’anno più importante della mia carriera – ha detto Alisson alla Folha, quotidiano brasiliano – il ct Tite mi ha consigliato di chiarire la mia posizione con Monchi e io l’ho fatto. Ora va tutto bene, i tifosi impareranno ad apprezzarmi». E’ una promessa, pare.










