
IL FATTORE COPPE – Di certo, Lazio, Inter e Roma non sono squadre che scoppiano di salute: il gruppo di Simone Inzaghi, due sconfitte nelle ultime due partite, è apparso un po’ stanco e troppo ancorato al rendimento di alcuni singoli. Che, se in serata storta oppure assenti, condizionano in negativo la squadra intera. L’Inter non vince addirittura dai primi di dicembre, segno che la faccenda è molto seria; e Luciano Spalletti, valore aggiunto (con Icardi e Handanovic) nei tempi felici, non riesce più a incidere in maniera decisiva. Eusebio Di Francesco, domenica a Verona, è tornato ad assaporare il gusto dei tre punti dopo sette tentativi a vuoto. Segno che la Roma funziona ad intermittenza, complice un mal di gol che sembra resistere ad ogni tipo di medicina. Delle tre, la Lazio è la squadra che segna di più (58 reti), la Roma quella che subisce meno (17) e che meno segna (33). L’Inter conta su 20 gol meno della Lazio, nonostante le 18 reti di Icardi contro le 20 di Immobile. Dzeko ha segnato la metà di Ciro, e tutto questo ha un suo peso. Sarà da valutare, a fine campionato, se sarà stato più utile avere il miglior attacco oppure la miglior difesa per piazzarsi (in due) alle spalle di Napoli e Juventus. Per adesso, la Lazio ha vinto più partite (14), una più della Roma e due più dell’Inter (che non ha coppe all’orizzonte). È facile prevedere che da sabato (con Napoli-Lazio) comincerà un altro campionato. A tre.










