
UN RIGORE DI RIGORE Resta, però, l’immagine di un portiere concentrato, che ha avuto la freddezza e l’abilità (e un pizzico di fortuna) di tenere la propria porta inviolata in un momento delicatissimo della partita. Provate ad immaginare il gol del Chievo e la Roma, seppur ancora in vantaggio, con un uomo in meno: conoscendo l’abilità della squadra di Eusebio Di Francesco di complicarsi da sola la vita, ne avremmo viste di tutti i colori. Invece, la porta di Alisson ha dato nuova forza alla Roma, a segno per altre due volte con l’uomo in meno.
LA FATICA PSICOFISICA Segnali che vanno colti e ricondotti direttamente alla figura di Sant’Alisson da Novo Hamburgo, il protettore della Roma. Uno che in stagione non ha saltato neppure un minuto di campionato e di Champions, dando sistematicamente fiducia e forza alla sua squadra. Restano, prima del fischio finale della stagione, tre partite di campionato e (almeno) una di Champions: tutti sono chiamati a stringere i denti, a non mollare e a dare anche quello che non hanno. La Roma ha già in archivio 35 gare di campionato, 11 di Champions e una di Coppa Italia. Quarantasette impegni che hanno lasciato il segno nelle gambe e nelle teste dei giocatori di EDF. Alisson le ha vissute tutte (meno una) in prima fila, da protagonista. Arriva Salah, un vecchio amico, ma non c’è (più) spazio per i sentimenti.










