
Il gol del vantaggio spagnolo è una naturale conseguenza dopo il primo avvertimento lanciato dal palo un po’ fortuito dell’ex blucerchiato Soriano. Ma neppure la rete segnata da Borré, che ha sfruttato un errore da pivello di Vermaelen (che pivello non è) suscita una reazione dei giallorossi. Anzi, è Alisson a superarsi in due occasioni. I fischi dell’Olimpico al 45′ sono forse severi, ma parliamo dello stesso stadio «esigente» che l’anno scorso ha contestato una qualificazione agli ottavi di Champions dopo il pari col Bate Borisov. Prima dell’intervallo si fa male Manolas, uno dei pochi titolari romanisti in campo, e a inizio ripresa tocca a Rüdiger, subito ammonito e nel finale addirittura espulso per aver messo le mani sul collo di Alvaro. E la notizia peggiore della serata, visto che dovrà saltare l’andata degli ottavi. Il Villarreal continua a provarci, di la Perotti si mangia il pareggio di testa su assist di Totti che poi reclama un rigore per la punizione respinta con il braccio in barriera da Rodrigo Hernandez. Entrano Nainggolan e poi Fazio con la Roma rimasta in dieci ed è ancora Alisson a esaltarsi con altri due miracoli, conquistando i primi applausi convinti dell’Olimpico. In qualche misura è stata una gara storica, visto che da ieri sera sono iniziati i lavori in Curva Sud per abbassare le barriere tanto contestate. La società intanto incassa i 750mila euro del premio qualificazione agli ottavi e oggi scoprirà il prossimo avversario ma il nemico vero e diventato il Comune che sta bocciando il nuovo stadio. La vera partita per salvare il futuro.










