
Quindi, da domani, i funzionari della Conferenza di Servizi dovranno correggere le bozze prima di inviare il tutto in Campidoglio. Campidoglio dove, nel frattempo, si succedono riunioni su riunioni: due i nodi da sciogliere. Il primo, il corretto iter da seguire. Per alcuni è necessario un doppio voto in Consiglio comunale: il primo per avviare l’iter e il secondo per vagliare le controdeduzioni. Secondo altri, invece, basta la pubblicazione «a fini urbanistici» delle carte così come saranno trasmesse dalla Regione. Poi, trascorsi i 30 giorni di pubblicazione e i 30 a disposizione per cittadini e associazioni per presentare le osservazioni, dopo un esame preliminare delle osservazioni eventualmente giunte da parte degli uffici dell’Urbanistica, si andrebbe in Consiglio comunale per un unico voto sulle controdeduzioni. Secondo nodo: ottenere dal Governo un impegno certo e irrevocabile al pagamento del Ponte di Traiano. Altrimenti, inserirlo – come da prescrizione regionale – nella variante urbanistica rischierebbe di esporre il Campidoglio a doverlo pagare. Insomma, la burocrazia continua a regnare sovrana.









