
NULLA E’ IMPOSSIBILE – Prima di lasciarsi inghiottire dal Palazzo di Vetro («Sono felice di vivere questa esperienza straordinaria»), l’ex calciatore della Roma che ha allenato la Juve e ha guidato il Real alla storica, decima Coppa dei Campioni, dopo averne vinte 4 con il Milan (due da giocatore e due in panchina), ha diverse cose da dire su Juve-Real e Barcellona-Roma. «Sarei banale se affermassi che il sorteggio non sia stato durissimo per le nostre squadre. Madridisti e catalani sono i favoriti per la vittoria finale, assieme al City. Ho visto in azione i Blancos a Parigi, dove hanno eliminato il Psg. Se, nella Liga, il Real è terzo, staccato di 15 punti dal Barcellona, in Champions è arrivato alla settima semifinale consecutiva, è la squadra che ha tirato maggiormente in porta in questa edizione, Cristiano Ronaldo ha raggiunto il tetto dei 117 gol. Però, questa Juve è un’altra rispetto a quella sconfitta per 4-1 nella finale di Cardiff dell’anno scorso. E’ più forte ed è molto consapevole della propria forza. Allegri sa ciò che deve fare: a Wembley, contro il Tottenham, ha firmato la partita perfetta. Il suo è stato un autentico capolavoro di tattica e di strategia: eppure, partiva dal 2-2 di Torino. E’ vero: la Juve non prende un gol dal 30 dicembre scorso, vanta la miglior difesa del campionato, ma puntare soltanto sulla solidità difensiva per eliminare i campioni d’Europa non basterebbe mai. Un gol, il Real te lo segna sempre, considerato l’attacco mondiale di cui dispone. Per contro, i bianconeri hanno Higuain e Dybala in grande condizione: stavolta, nell’arco dei 180 minuti, potrebbe non finire come in Galles. Nulla è impossibile. Senza dimenticare la motivazione psicologica che la squadra di Allegri avrà in corpo: il desiderio di rivincita si rivelerà un propellente formidabile».
BRAVISSIMO EUSEBIO – E la Roma, Carlo? «La Roma ha già compiuto un’impresa eccezionale entrando nei quarti di finale dopo avere vinto un girone di ferro, sovvertendo tutti i pronostici e tagliando un traguardo inseguito per dieci anni. Di Francesco è stato bravissimo: non dimentico che fosse al debutto assoluto da allenatore in Champions League». Come si affronta il Barcellona, come si può tentare di neutralizzarne il gioco e i suoi interpreti magistrali, a cominciare da Messi? «Non snaturando mai se stessi. Il pronostico, la storia dei due club, la qualità dell’organico catalano, l’eccellente rendimento in Champions e nella Liga, la classe immensa di Messi arrivato a 100 gol nella competiziome, le sole due reti subite dai blaugrana in questa edizione: tutto dice Barcellona. Ma…». Ma? «Conosco bene la Champions e so che non si deve mai dare nulla per scontato, anche quando affronti il club fra i più forti del mondo. A volte, un infortunio, un episodio imprevisto possono cambiare il corso delle sfide. Al momento giusto, Eusebio ha ritrovato Dzeko, Nainggolan e Manolas ai livelli migliori, mentre Alisson partita dopo partita si sta confermando un portiere eccezionale. Di una cosa sono certo: la Roma se la giocherà sino alla fine. Massimo rispetto per il Barça, però nessuna paura. E l’Olimpico la spingerà come solo l’Olimpico sa fare».










