
IL TESSITORE – Appare certo che sarà Baldini a decidere il nome dell’allenatore della Roma. Il motivo? James Pallotta si fida al 200% dell’ex consulente di mercato di Franco Sensi. E Monchi? Il nuovo ds, che ha un rapporto stretto con Baldini, ha tutto l’interesse a prender tempo, a capire bene dove si trova e come si lavora in Italia prima di assumersi la responsabilità in primis di scegliere il tecnico (Emery, soprattutto, e Sampaoli i suoi pupilli). Del resto, nell’estate del 2011 era stato proprio Baldini, e non l’allora ds Walter Sabatini, a prendere Luis Enrique. Anzi, va ricordato che in quel periodo l’ex dg non era ancora tornato ufficialmente alla Roma, ma lavorava da fuori Trigoria. Esattamente come sta facendo adesso da Londra. Riflessione: ma se neppure Baldini riuscirà a convincere Spalletti a restare (o a confermarlo?), vuol dire che le strade di Lucio (che piace, e non poco, a Fiorentina e Inter) della Roma sono irrimediabilmente destinate a dividersi.
RADIO LONDRA – La lontananza non impedisce a Baldini di tessere quotidianamente la tela giallorossa. Coltivando un obiettivo, Maurizio Sarri, che – probabilmente – metterebbe d’accordo tutte le correnti di pensiero che ci sono all’interno di Trigoria. Baldini parla, a voce bassa, del suo corregionale in termini entusiastici. Dato che Sarri è sotto contratto con il Napoli, si tratta di un obiettivo complicato assai se non fosse, però, che il suo rapporto con Aurelio de Laurentiis non è così solido. Questo, si sa, può voler dire poco e al tempo stesso tanto. Occhio, perciò… A Londra vive e lavora anche Antonio Conte, accostato alla Roma come post Rudi Garcia. L’ex ct azzurro sta rinnovando il suo contratto con il Chelsea forte di un’offerta di 11 milioni netti l’anno (si dice) dell’Inter; cioè, quasi il doppio di quanto gli dà oggi Abramovich. Per restare a Londra chiede gli stessi soldi che gli darebbero a Milano. Nel caso di Conte, la diplomazia anglo-toscana di Baldini potrebbe far poco, in chiave Roma. Al di là di tutto, una cosa appare inconfutabile: oggi il dirigente più potente, influente della Roma è Franco Baldini, «l’amico Franco» per dirla alla Pallotta. E che nessuno si senta offeso, come canta il principe De Gregori (amico di Baldini, il sindaco della Roma).










