
Dopo Emerson però è stata trattata pure la cessione (saltata per volere del giocatore) di Dzeko: «Se arriva un’offerta imprevista, come è successo con Dzeko e può essere interessante, viene considerata. Siamo contenti che sia rimasto perché è un campione. Il fatto che ci sia un progetto sportivo è testimoniato dal fatto che la Roma è la seconda rosa come valore di serie A. Le cessioni sono funzionali alla competitività della squadra». Che però non vince un trofeo da 10 anni e che ora si trova al 5° posto in campionato. «Qualcosa non ha funzionato, bisogna fare meglio, ma questa squadra ha dimostrato di poter competere fino a dicembre. Il mercato è un alibi che non dobbiamo dare ai calciatori», ha spiegato Baldissoni. Non è d’accordo Fiorentino, ex ad di Unicredit e “regista” della vendita della quota di maggioranza della Roma agli americani: «Non si fa grande una squadra vendendo i gioielli di famiglia. Non si va verso la costruzione di una grande Roma».
Baldissoni si affida al discorso stadio: «Ci crediamo molto. Solo attraverso un intervento di questo tipo si possono sostenere costi di gestione sportiva che ci permetteranno di aumentare la nostra competitività. Questo investimento serve alla Roma per aumentare i ricavi e noi vogliamo portare un trofeo alla città». Un vecchio ritornello. Musica nuova, invece, arriva sul fronte main sponsor. È molto vicino, infatti, l’accordo con Turkish Airlines per un rapporto pluriennale da circa 8 milioni a stagione.










