
FREDDEZZA – Insomma, ieri la dirigenza della Roma ha annunciato di fatto l’addio al calcio giocato (della Roma?) di Totti e lo stesso Totti, invece, alla fine ci ha scherzato su: «Il mio ultimo derby? Lo dice qualcun altro, non io…». Una frase detta con la solita arguzia. E che fa capire come i rapporti tra Totti e una parte della dirigenza non sono (e non sono mai stati) di quelli capaci di richiamare fiori e petali di rosa. Prima della partita il d.g. Mauro Baldissoni era stato infatti chiaro a chi gli chiedeva dell’ultimo derby di Totti: «Francesco ha un contratto di sei anni, quindi vivrà molti altri derby, anche se fuori dal campo. Il suo contratto da calciatore scade a giugno. Al momento non lo vediamo in campo, ma sarà con noi per vivere molti altri derby». Tesi rilanciata anche dal d.s. Ricky Massara: «Totti di derby ne vivrà molti altri da dirigente. È il simbolo della Roma, non potrà mai essere l’ultimo derby». Frasi dove l’emozione lascia spazio alla freddezza.
LE BELLE PAROLE DI BIGLIA – Così, a conti fatti, le parole più dolci per Totti non arrivano da casa sua, e cioè da Trigoria, ma proprio da Lucas Biglia. Che a fine gara l’ha cercato per chiedergli la maglia: «Al di là del derby, che per questa città è importantissimo, per me Totti è un fenomeno, un’icona del calcio. E avere la sua maglia è un regalo bellissimo». Già, un regalo. Quello che Totti vorrebbe da qualcun altro. Ad iniziare – probabilmente – da una maggiore considerazione.










