
Da Torino a Roma, due realtà completamente diverse… “Tra le due, quella che somiglia più a San Paolo è certamente Roma. E’ un po’ caotica, c’è il traffico, qualche buca di troppo nelle strade ma la gente è calda, mi piace. I romani sono simili ai brasiliani. Certo, uscire non è facilissimo, è una piazza diversa da Torino dove comunque mi sono trovato benissimo”.
E dove con quella rete coast to coast alla Juventus è diventato, sponda granata, un eroe… “E’ stato il gol più bello della mia carriera. Ogni volta che lo rivedo fatico a crederci. Sono partito palla al piede, ho saltato Pogba, Evra e Vidal. Mentre correvo ho capito che potevo arrivare fino in fondo e mi son detto, “quasi, quasi ci provo”. Dopo 70 metri ero in apnea, la lucidità mi mancava… Ma ho comunque trovato questo gran tiro, incredibile”.
Perché a Roma ancora non si è visto il Bruno Peres granata? “A volte anche io me lo chiedo. Sono il primo a sapere che ho ancora tanto da dare. Qui è più difficile, c’è più pressione. Spalletti mi sta aiutando molto e presto credo che tornerò il Bruno di Torino”.
Il campionato è chiuso? “No, ci sono ancora tante partite. E’ difficile ma non impossibile. Noi stiamo crescendo”.
Il Villarreal ne sa qualcosa? “In effetti abbiamo fatto una grande partita”.
Tornando per un attimo alla Juventus: in cambio di un altro gol ai bianconeri, a cosa sarebbe disposto a rinunciare? “Non mango il churrasco per un anno. Non è una cosa semplice per un brasiliano, lo scriva. Sarebbe una grande rinuncia (ride, ndc)”.










