
Carnevali, ma è vero che alzate troppo i prezzi?
Crediamo nel valore dei nostri giocatori. Nel momento in cui si cede un ragazzo, devi pensare al modo migliore per sostituirlo. E quando cerchiamo i sostituti, vediamo certe valutazioni. Gli altri possono farlo ed evidentemente noi pure.
Berardi, Defrel e Acerbi: che tempi prevede per risolvere i casi aperti?
Noi avremmo piacere che restassero, ma ci sta a cuore che abbiano voglia, entusiasmo e credano nel progetto. Non costringiamo nessuno, è chiaro che le offerte devono essere consone. Noi intendiamo accontentarli, però alle giuste condizioni anche per noi.
Quante possibilità ci sono che Berardi vada via?
Spero che resti, e non solo lui. Siamo sempre pronti a parlare con tutti. Intanto al raduno c’è lui e ci sono gli altri, cominciano a lavorare mentre la società fa il suo.
E’ la Roma il vostro interlocutore privilegiato…
Il canale è aperto con ottime prospettive, così come è stato in passato. Abbiamo portato a termine l’operazione Di Francesco con l’aspetto della clausola; è stato riscattato Ricci; abbiamo preso Marchizza e Frattesi. Ci hanno chiesto Defrel e vedremo cosa fare: la Roma conosce le nostre richieste e le riteniamo ragionevoli.
Che effetto le fa vedere Di Francesco in giallorosso dopo il quinquennio a Sassuolo?
Stiamo metabolizzando, guardiamo oltre dopo avergli fatto in bocca al lupo perché ci siamo lasciati benissimo nella consapevolezza del suo valore. Può fare bene in una piazza che per lui è naturalmente qualcosa di speciale.
Sul destino di Acerbi a che punto siete?
Per noi Acerbi è molto importante. Non abbiamo accettato l’offerta del Galatasaray. Vorremmo che restasse, ma abbiamo comunque in rosa le soluzioni per il ruolo, da Ferrari e Letschert. Non mi preoccupa l’eventuale sostituzione.
Teme qualche braccio di ferro?
Non dobbiamo avere contenziosi, non ci penso. Le cose sono abbastanza semplici e si ragiona tra professionisti. Ciascuno fa la sua parte: i giocatori quando hanno firmato il contratto erano consapevoli e hanno accettato le condizioni economiche. Gli accordi si sono fatti in due. Alle aspettative dei giocatori devono corrispondere quelle della società, è assolutamente legittimo.
E’ più complicato per voi gestire chi ha richieste o risolvere le trattative in entrata?
E’ complesso gestire il discorso delle richieste perché tante volte non si concludono e ingenerano solo confusione, creando problemi anche nei confronti del singolo giocatore.
Nel ciclo Sassuolo, e rispetto a un anno fa, questa è la fase più delicata di sempre?
Il percorso non cambia, giovani e italiani per noi sono sempre al primo posto. Abbiamo la barra dritta ma sicuramente è questo un anno che parecchie chiacchiere, perché poi a concretizzare ce ne passa. A volte si parla e finisce lì.
Come state ripartendo?
Con la solita carica, la novità dell’allenatore, la voglia di dare un seguito al progetto Sassuolo che ha messo solide basi e intende rafforzarle.
Il rapporto con Cristian Bucchi?
Ci stiamo conoscendo giorno dopo giorno. C’è tra noi, con Angelozzi e il mister, un confronto quotidiano costante alla ricerca delle soluzioni migliori. Si cerca la condivisione e soprattutto c’è spirito di gruppo.
Il colpo grosso ci sarà?
Abbiamo una squadra già competitiva. Non prevediamo colpi eclatanti, pensiamo a costruire il futuro su una linea chiara portando avanti le priorità senza farci abbagliare da situazioni che non siano da Sassuolo.










