
Il derby vinto ha rafforzato la fiducia di un gruppo che ci crede come mai. Di Francesco, però, conosce bene i rischi del mestiere e avvisa i suoi: «Roma è una città che spesso ti fa accontentare, e io non voglio questo». Nessun calcolo in ottica campionato quindi, il turnover serve solo a presentare una squadra più fresca. «È una gara decisiva – ricorda il tecnico – quella di Genova viene dopo, ora proviamo a qualificarci e magari a restare primi nel girone. Al campionato non ci penso assolutamente, non fa parte del modo mio di vedere e sceglierò i giocatori più adatti ad affrontare questa partita». Guai a snobbare un avversario che rimane fortissimo. «Abbiamo affrontato alla grande il derby e sono convinto che i ragazzi hanno preparato questa nuova sfida al meglio, perché sappiamo che abbiamo davanti una squadra che in Europa ha sempre fatto bene. C’è buon margine di vantaggio ma non ci dobbiamo accontentare, si deve affrontare la gara per portare a casa un risultato positivo, quindi i giocatori sono non carichi ma di più. Nainggolan? È convocato, significa che è disponibile. Gerson può essere riproposto nel tridente d’attacco».
Sull’altra fascia ci sarà Perotti, uno che in Spagna non ha lasciato il segno fino in fondo per tanti motivi. «Non diamo per spacciato l’Atletico – dice Diego seduto in sala stampa al fianco dell’allenatore – abbiamo a disposizione due risultati su tre ma per esperienza diretta so che è difficile affrontare questa squadra soprattutto in casa». Tra gli eroi nel derby, sempre più nel cuore della gente, Perotti non vuole fermarsi e aspetta il rinnovo. «Sarebbe il culmine della mia rinascita nel calcio». La Roma è pronta a scrivere insieme a lui il lieto fine.










