
LA PREGHIERA – Il Papa ha ricevuto il pallone con i colori del club di Santa Catarina, sud del Brasile. Poi c’è stato l’incontro ravvicinato con Alan e Jackson. Francesco ha messo una mano sulla fronte di Ruscher tenendo la mano di Follmann. Hanno pregato tutti e tre insieme. I due giocatori hanno chiuso insieme gli occhi, pensando alla terribile serata del 28 novembre 2016, quando persero la gran parte dei loro compagni nell’incidente.
L’OVAZIONE – Folmann, che faceva il portiere, è uscito dall’ospedale dopo l’amputazione di una gamba e oggi fa l’ambasciatore della nuova Chapecoense in giro per il mondo. Ruschel, invece, sarà in campo all’Olimpico. Il lungo pellegrinaggio del recupero si è concluso positivamente: è stato il Camp Nou, lo scorso 7 agosto, a regalargli la prima ovazione in occasione dell’amichevole contro il Barcellona. Ora tocca a Roma e alla Roma in una partita che servirà soprattutto a raccogliere fondi per contribuire alla rinascita della Chapecoense. «Sento che ciò che è accaduto nella mia vita è stato davvero un miracolo», ha detto Ruschel. Che sedeva a San Pietro inevitabilmente con Folkmann, perché quanto è successo li ha resi inseparabili.
AL TRE FONTANE – Nel pomeriggio, la Chapecoense si è allenata al Tre Fontane, sede delle partite della Primavera giallorossa nelle sfide di Youth League. Il tecnico brasiliano, Vinicius Eutropio, ha anche ricevuto in regalo un’opera dell’artista Diego Tortora, che raffigura proprio l’impianto per anni «casa» degli allenamenti giallorossi. Dalla Roma di Falcao e Cerezo a quella dell’esordio di Schick. La nuova Chapecoense ricomincia a vivere anche così.










