
DIECI ANNI FA – Con queste premesse, possiamo capire anche l’invidia di De Rossi, che però può consolarsi nel degustare un passato ancora vivo nella memoria di tutti i giallorossi. Dieci anni fa proprio a Lione il centrocampista della Roma contribuiva ad espugnare il «Gerland» e a traghettare la squadra di Spalletti – versione 1.0 – ai quarti di Champions League. Tra i presumibili titolari in campo stasera, il ragazzo di Ostia sarà l’unico reduce da quella partita rimasta nell’immaginario collettivo del tifo giallorosso, partendo proprio da quella frullata di gambe del brasiliano Mancini che oggi Coupet, l’ex portiere di quella sfortunata notte francese, ricorda come «una maionese». Come si vede, si resta sempre in ambito di gastronomia e dintorni, perché tutti dalla Roma si aspettano una pietanza prelibata sul tipo di quella preparata e cotta nel forno spagnolo di Villarreal.
VERSO IL RINNOVO – In fondo, la sfida di Lione può leggersi anche come un duello tra storiche cucine di eccellenza, la francese e l’italiana. Dipenderà da chi sarà il «Masterchef» che giudicherà. E allora, visto che ha nel curriculum anche il titolo di campione del mondo, De Rossi – a 33 anni – fa bene a candidarsi per puntare a nuove stelle per la Roma, perché certi sapori possono sorprendere sempre, a tutte le età. Quasi un viatico per il rinnovo alle porte, che forse in questo mese sarà lo stesso presidente Pallotta ad ufficializzare. E buon appetito a tutti.










