
Ben tre le partite finite a reti bianche, l’ultima lo scorso anno che vide tra i protagonisti negativi Schick. Il ceco avrà l’occasione di rifarsi domani visto che sarà schierato di nuovo come ala destra poco dietro Dzeko. Allo scarso bottino elencato finora va aggiunta pure una vittoria amarissima, quella del 16 maggio 2010. Quel giorno l’Inter di Mourinho finì un punto sopra la Roma di Ranieri avendo approfittato tre giornate prima dello scivolone in casa con la Samp. Finì comunque con gli applausi dei 15 mila tifosi romanisti che avevano invaso il Bentegodi.
Non ci sarà lo stesso spettacolo domani visto anche lo sciopero di alcuni gruppi ultras come forma di protesta verso la squadra. Superare il tabù Chievo ed evitare ulteriori sorprese in stile Bologna o Udinese diventa, però, obbligatorio per Di Francesco anche perché pure le altre concorrenti al quarto posto avranno un impegno morbido: Milan, Atalanta e Lazio giocheranno in casa rispettivamente con Cagliari, Spal ed Empoli.
Per questo Fazio, che di passaggi a vuoto in questa stagione ne ha avuti molti, invita a tenere alta la guardia: «Dobbiamo solo guardare avanti, ripartendo dalla grande prestazione offerta contro il Milan. Col Chievo non sarà facile, lo sappiamo, come sappiamo che da qui alla fine nessuna gara sarà semplice da affrontare. Nel girone di ritorno succede sempre così. Soprattutto contro squadre come il Chievo, che si giocano il tutto per tutto per la salvezza».
Da Trigoria arrivano notizie di Manolas in leggero dubbio per domani: ha un fastidio al gluteo che si porta dietro da Firenze. Oggi la decisione, ma prevale l’ottimismo.










