
Di Francesco si aspetta dei progressi contro il Verona, ma secondo lui la strada intrapresa è quella giusta: «Per 70 minuti con l’Inter qualcosa di buono si è visto. Con l’Atletico abbiamo fatto bene fino agli ultimi 20 metri creando anche delle situazioni di pericolo. Dobbia mo fare progressi nella tenuta mentale e fisica della partita, nella capacità di essere un po’ più bravi a giocare in verticale. Con l’Atletico abbiamo fatto una buona percentuale di possesso palla, ma una bassa percentuale di verticalità. Dobbiamo essere maggiormente incisivi e più bravi ad attaccare l’area avversaria». L’obiettivo, spiega, deve essere quello di applicarsi di più ed evitare quei cali di tensione, fatali nelle ultime partite: «I miei giocatori devono cercare di sforzarsi e provare a fare ciò che chiedo. Ma se pensiamo di poter dominare per 90 minuti di gara, che ci sia di fronte una grande o piccola squadra, è un errore perché è un calcio che non esiste. I momenti di sofferenza ci saranno sempre, la differenza sta nel non prendere gol come invece ci è successo con l’Inter, è lì che deve crescere la squadra. La mancata preparazione tradizionale? Non voglio crearmi alibi. Tutte le grandi squadre fanno le tournée, l’unica a non farla è stata il Napoli. Non spostarti e non avere il fuso orario può dare vantaggi, ma la squadra deve arrivare col tempo a raggiungere i 90 minuti. E’ prematuro fare un’analisi dopo tre partite, vediamo dopo otto o dieci». Di Francesco ne ha per tutti e chiude con l’ultima frecciata, ironica, rivolta a D’Alema. Il tecnico risponde così all’onorevole (tifoso giallorosso) che dopo il match con l’Atletico aveva espresso grossi dubbi sulla competitività della squadra: «Per lui siamo destinati a lottare per la salvezza? Visto che è un grande esperto di vittorie, quando mi servirà gli chiederò consiglio».










