
Lo Shakhtar lo ha già affrontato, nel bene (un 4-0 all’Olimpico) e nel male (la gomitata a Srna e la punizione con la prova tv): «Arrivo a questa partita in maniera tranquilla, con le giuste pressioni. Ai compagni non devo dire nulla: stanno lavorando bene. Speriamo di essere usciti dal momento negativo. I giocatori dello Shakhtar sono stati fermi molto tempo, ma hanno passato questi mesi a preparare solo questa partita e, se vogliamo, può essere anche un vantaggio. Le condizioni meteo? Un po’ influiscono. Però a fare la differenza saranno le qualità in campo e giocheremo undici contro undici come sempre. Se il freddo fosse così importante, lo Shakhtar e altre squadre dell’Est vincerebbero ogni anno la Champions…». È proprio in Champions che, finora, la Roma ha dato il massimo, qualificandosi per prima in un girone con Chelsea e Atletico Madrid. «Se ci fossimo prefissati obiettivi al sorteggio avremmo detto: proviamo ad arrivare terzi, magari secondi. Perciò pronostici non ne faccio. Lo Shakhtar è una squadra forte, sottovalutata dai media. Ha eliminato il Napoli, che ci dà 16 punti in campionato. Però penso che ce la possiamo giocare. Ci sono due o tre squadre in questa Champions con le quali forse partiremmo quasi battuti. Ma lo Shakhtar non è una di queste».










