
UNA VOLTA ERA CAPITAN FUTURO – Ora è il capitano di questa squadra nella quale gioca da quando era ragazzino. Altre due stagioni nella Roma, poi si vedrà, è voluto restare per provare a vincere, prima di decidere cosa fare da grande. A trentaquattro anni ha raccolto l’eredità di Francesco Totti, amico, mai rivale. Mai in competizione. Ma quella fascia era praticamente già sua da un paio di anni, da quando Francesco con il ritorno di Spalletti aveva cominciato a giocare poco. Totti è stato (è ancora) un amico, ma per molti anni è stato il suo Capitano, oggi la responsabilità di guidare la squadra è esclusivamente sua, in attesa che cresca Florenzi. Anche oggi Francesco è ancora un punto di riferimento per Daniele. Eppure negli anni qualcuno aveva provato a creare una rivalità inesistente. Daniele è nato a Ostia, il mare è sempre stato molto presente nella sua vita, anche se oggi abita in centro. Lo scoprì Bruno Conti in una scuola calcio estiva, il padre era stato un buon difensore nelle serie inferiori, prima di mettersi ad allenare i giovani.
MATURITÀ – De Rossi è diventato uomo nella Roma. Lanciato dal ruvido Fabio Capello in prima squadra, maturato con Spalletti, in imbarazzo nel breve ritorno sulla panchina giallorossa di Zeman. Di strada ne ha fatta tanta anche in Nazionale. E’ stato campione d’Europa con l’Under 21, qualche anno dopo ha vinto il Mondiale con Lippi in Germania. Da qualche tempo ha trovato serenità anche nella vita sentimentale grazie al secondo matrimonio del 2011 con l’attrice Sarah Felderbaum, dalla quale ha avuto Olivia e Noah, in aggiunta a Gaia, nata dal primo matrimonio. La maglia giallorossa è la sua seconda pelle. In campo gioca da tifoso e qualche volta gli capita di perdere la testa. Molto più raramente negli ultimi tempi, perché l’espulsione contro il Porto nella scorsa stagione lo ha fatto maturare. Gli manca quello scudetto che ha visto vincere quando si affacciava appena ai primi allenamenti con la prima squadra, gli manca di alzare qualche trofeo come gli era capitato di fare con il primo Spalletti. Questa contro il Napoli non è una partita come le altre. Perché sa che la posta in palio è alta.










