
Quando deve parlare di i Kolarov, si rivolge direttamente ai tifosi: «Se si dovesse ricomporre questa piccola frattura sarei il più contento del mondo. Voglio bene ai tifosi della Roma, che mi hanno sempre difeso e protetto, e Alex lo considero un fratello. Visto che i tifosi si sono sempre fidati di me, dico di continuare a fidarsi quando ne parlo come un grande professionista, uno attaccato a quello che sta facendo. Non sto dicendo che è romanista da quando è piccolo, ma dà sempre quello che deve dare, non salta un allenamento, gioca in condizioni difficili. Io preferisco quelli così a quelli che baciano la maglia o fanno dichiarazioni al miele nei confronti dei tifosi e al primo dolorino si fermano, o storcono la bocca se devono cambiare ruolo. Poi il tifoso va rispettato e anche assecondato quando mostra un po’ di insofferenza, i risultati rendono tutti più nervosi».
Il gruppo è con il tecnico: «Ha sempre tenuto la barra dritta, non ha mai perso la trebisonda in una città dove non è facile rimanere saldi di testa e di polso, è stato un grande merito». Con il Porto non si può sbagliare, partendo dal ricordo dell’ultima Champions: «E un valore aggiunto, ci fa arrivare un po’ più pronti a partite delicate, fermo restando che il Porto di gare così è abituato a giocarne. Per noi può essere un motivo di sicurezza in più rispetto al passato ma è un altro torneo, non possiamo attaccarci a quello che è stato, dobbiamo innanzitutto preparare bene la partita».










