
ORGOGLIO – È felice, Daniele, e come lui la Roma tutta, presente e assente, come dimostrano i post dei vari Florenzi («Vittoria di tutti, anche del nostro giardiniere»), Strootman e Karsdorp, che si sente partecipe quanto i compagni scesi in campo. Questo, però, deve essere un punto di partenza e De Rossi lo sottolinea chiaramente: «Dicevo negli spogliatoi prima del match che noi non viviamo molte serate di gloria in Champions League, io ricordo ancora la vittoria sul Chelsea di dieci anni fa… Una vittoria così rimane nella testa, ma non è che vinciamo per farci le foto e metterle nel comodino. Andiamo avanti».
NATO ROMANISTA – Senza guardarsi indietro, sottolinea De Rossi, che però precisa: «Noi dobbiamo ringraziare di essere nati romanisti anche dopo i 7-1. Io lo so che qui a Roma verranno fatti proclami nello stesso modo in cui siamo stati bollati come scemi per il pareggio con l’Atletico o il 2-1 col Qarabag». Testa, quindi, al campionato: «Contro la Fiorentina è una partita importante in una competizione dove forse possiamo sperare di più». Vero, ma è vero pure che dopo le due prestazioni controicampioni d’Inghilterra anche in Champions sognare non è più così proibito.










