
De Vito, finalmente avete trovato un accordo per lo stadio della Roma. Come giudica il nuovo progetto? «Possiamo definirlo davvero innovativo. Abbiamo rivoluzionato il progetto precedente affinché il nuovo stadio possa rappresentare una reale opportunità per la città, nel segno dell’ecosostenibilità e nell’interesse dei romani».
Il suo ruolo è stato fondamentale per riuscire ad arrivare a un accordo? «Ho dato il mio contributo, ma il risultato ottenuto è frutto di un lavoro di squadra con la sindaca, il vicesindaco e i consiglieri».
Lo stadio di Tor di Valle per voi deve essere una risorsa per Roma. In questo modo può esserlo?
«L’opera può essere un’occasione di sviluppo per la città, sia dal punto di vista dell’occupazione sia dal punto di vista commerciale. Ma ribadisco un concetto: lo stadio sarà funzionale alle esigenze dei romani e non degli interessi privati».
Come siete riusciti a far fronte al venir meno di un’opera pubblica importante come il ponte? «In questi giorni ho sentito diverse polemiche riguardo le opere pubbliche che verranno sacrificate con il nuovo progetto. Sfatiamo qualsiasi dubbio: saranno realizzate sia le opere necessarie per il raddoppio della via del Mare, sia il ponte pedonale e la nuova stazione per la ferrovia Roma-Lido. Gli uffici hanno verificato la tenuta della mobilità con queste infrastrutture. In più ci sarà la messa in sicurezza del quartiere di Decima che non sarà più soggetto ad allagamenti».
Questo progetto è la prima grande opera sotto il vostro Governo del Campidoglio. E’ stato facile trovare ampia condivisione al vostro interno? «Era importante arrivare all’approvazione di un nuovo progetto con la massima condivisione. Abbiamo dialogato molto, ci siamo confrontati e, in poco tempo, abbiamo trovato la soluzione migliore dimostrando la compattezza del Movimento per rispettare appieno la nostra idea di governo e di visione della città».
Dalle tre Torri alle quattordici palazzine da sette piani. L’impatto ambientale è stato rispettato? «Ampiamente! Al posto delle tre Torri verranno costruiti edifici bassi integrati con il panorama, nella classe energetica A4, lo standard più elevato al mondo. In totale le cubature saranno ridotte di circa la metà rispetto a quelle previste, passando da un milione di metri cubi di cemento a cinquecentomila. Che dice, questi requisiti possono bastare a definire il progetto rispettoso dell’ambiente?».
Qual è il suo rapporto con lo sport? «Ho praticato tanti sport nella mia vita, dal basket alla pallavolo fino al karate. Ora ho poco tempo purtroppo, anche se sulla mia agenda c’è sempre fissato l’impegno di andare in palestra tre volte a settimana. Unica eccezione per la partita di calcetto con gli amici: è un obbligo».
Cosa si può fare per dare la possibilità anche ai giovani delle periferie più disagiate di avvicinarsi allo sport? «A breve verrà installato un playground in ogni Municipio grazie a un progetto finanziato dal Coni. Inoltre, vogliamo valorizzare le palestre e gli impianti degli istituti scolastici per dare la possibilità a tutti di praticare sport a prezzi popolari».
Lei non ha mai nascosto la sua passione per la Roma. Quando è nata? «Quando da bambino ho visto giocare Falcao, Pruzzo e Bruno Conti. Non potevo non innamorarmi di quella squadra».
La partita rimasta nel cuore? «Roma-Parma 3 a 1, il giorno dello scudetto. Totti, Montella e lacrime al gol di Batistuta».
Ripeterà la scommessa con Pino Insegno per il prossimo derby? Il prossimo chi lo vince? «Non mi parli di derby… sto ancora metabolizzando il 2 a 0 in Coppa Italia».










