
RISERVATO – Edin esce poco la sera, non frequenta locali alla moda, anche perché in accordo con la moglie non ama lasciare i figli alla tata. Va spesso a cena a Ostia, in un paio di ristoranti dove gli amici ristoratori gli garantiscono la privacy. Edin va molto d’accordo con i suoi compagni, li frequenta raramente anche al di fuori dei campi di calcio. E’ professionale al massimo, è molto ben voluto nello spogliatoio, è uno che si fa sentire, ma è riservatissimo. Non c’è mai stato uno screzio, neppure banale, con i compagni. Sa lavorare in gruppo, ride e scherza con tutti, non si sente un solista. Appena arrivato a Roma Pjanic è stato il suo principale punto di riferimento, ma quando Miralem si è trasferito alla Juve Edin si è sentito ancora più coinvolto nello spogliatoio. E’ molto legato a Francesco Totti, c’è un rapporto di stima reciproca, avrebbe voluto avere la possibilità di giocare di più con lui, ma anche oggi il Capitano gli dà molti consigli.
CUORE D’ORO – E’ molto impegnato nel sociale, è ambasciatore Unicef. Subito dopo il terremoto di Amatrice ha donato la sua solidarietà alle popolazioni del Centro Italia e ha usato l’inglese, una lingua universale, per far conoscere in tutto il mondo il suo pensiero, contrariamente a quando descrive stati d’animo personali e lo fa nella sua lingua d’origine. Si dice che abbia aiutato concretamente le popolazioni martoriate dal terremoto, ma di questo il centravanti non ama parlare. La sua storia in giallorosso è cambiata dopo il primo anno. Non ha mai messo in dubbio la sua permanenza a Roma, ma si è imposto ferree regole di vita. A cominciare dall’alimentazione. Segue una dieta studiata con il nutrizionista che lavora con i calciatori della Roma e dallo scorso anno dal punto di vista atletico si sente molto meglio. Non ama i tatuaggi (non ne ha neanche uno), a Roma è seguito da Michele Gerbino, legato anche a Pjanic, anche se il suo manager in Italia è Silvano Martina. Per gli spostamenti usa un’auto di piccole dimensioni, ma possiede una Aston Martin, come Batistuta (l’argentino la parcheggiò per mesi a Trigoria e la fece andare a riprendere quando già aveva lasciato la Roma) e ogni tanto ci fa un giro verso il mare. Con i gol la vita è più facile.










