
Compreso il nuovo stadio nonostante il Coni rischi di perdere un affittuario dell’Olimpico. Ora che i palazzi del calcio tremano, Lotito tifa comunque per la conferma del «traditore» Tavecchio perché nel frattempo vuole portare a termine il suo nuovo piano politico: tornare nel consiglio federale attraverso la carica che spera di ottenere presto nella Lega di serie A commissariata. Nessuno sembra in grado di fermarlo, a meno di una rivoluzione improvvisa che, stando a quanto successo ieri in Via Allegri, non è all’orizzonte. La Roma di Pallotta e Baldissoni, il vero «nemico» in Lega di Lotito, spera invece nell’esatto contrario: un azzeramento dei vertici a tutti i livelli. Passando dai corridoi al campo, il confronto tra i risultati racconta verità opposte. Guardando al campionato, non c’è storia: tolto il primo anno, la Roma americana è arrivata sempre davanti ai biancocelesti, si è guadagnata quattro volte l’accesso alla Champions (uno fallito ai playoff) contro la sola chance conquistata dai laziali poi battuti al preliminare dal Bayer Leverkusen, e dal 2011 ad oggi ha messo insieme in classifica 67 punti in più dei dirimpettai: il totale aggiornato ad oggi è 467 a 400, ma stavolta Inzaghi si giocherà il derby con un punto in più. Discorso diverso nelle coppe, dove la Lazio si è tolta il gusto di battere la Roma nella finale del 2013: un successo storico. E nelle ultime sei stagioni ha disputato la bellezza di sei finali tra Coppa Italia e Supercoppa contro la sola giocata contro i «cugini».
In 13 anni di presidenza Lotito ha portato a casa 6 trofei, l’ultimo ad agosto battendo la Juventus, mentre Pallotta deve ancora vincere il primo. Insomma nella sfida sul lungo periodo prevale la Roma che fattura più del doppio della Lazio e si può permettere quindi di allestire una rosa più forte, ma nelle coppe la storia si ribalta. Finora i derby tra le due attuali presidenze sono in perfetto equilibrio (6 successi a testa e 3 pareggi) e il paradosso è che l’attesa per l’ennesima rivincita è più snervante tra i dirigenti che per i giocatori. Quanti amici nelle due squadre: gli azzurri Immobile e Florenzi, i bosniaci Dzeko e Lulic, l’ex Kolarov e Radu che, strano ma vero, ha un ottimo rapporto anche con tanti altri giallorossi, Felipe Anderson ed Emerson Palmieri sono ex compagni nel Santos, Lucas Leiva ha chiesto consigli a Juan Jesus per trovare casa nella Capitale. Dopo i 90 minuti del derby tutto tornerà come prima, mentre Lotito e Baldissoni continueranno a combattere fuori dal campo.










