
Si arriverà a fine dicembre, quindi – a meno di clamorosa figuraccia allo Stadium – per poi valutare durante la sosta, in linea di massima, quello che si sono detti Monchi e Pallotta a Boston nelle ultime ore, mentre il tecnico abruzzese ritrovava ieri sul campo la squadra dopo averle concesso un giorno di riposo. Trentasei ore dopo la vittoria sul Genoa, Eusebio riparte da Dzeko, che sta lavorando per tornare titolare a Torino. Il centravanti ha lavorato ancora a parte, ma vuole riuscire a rispondere «presente» in un momento così delicato. «Proveremo a ripeterci in Champions – si proietta in avanti il numero nove, eletto sportivo bosniaco dell’anno – la scorsa stagione è la migliore della mia carriera in Europa. Vedremo di fare qualcosa di simile, anche se penso che l’anno scorso non si possa ripetere. Io sono contento di aver scritto in così poco tempo il mio nome nella storia della Roma, che ha avuto nel passato grandi attaccanti. È un incentivo per il futuro, visto che le aspettative dei tifosi sono grandi, ma le mie sono enormi». Restano enormi le aspettative anche intorno alla realizzazione dello stadio a Tor di Valle, progetto al quale sono totalmente legate le ambizioni di crescita della Roma di Pallotta. Mentre si attende ancora il via libera definitivo all’iter realizzativo dell’impianto, si rincorrono le voci legate ai possibili “Naming Rights”, ossia i partner commerciali che vorrebbero legare il loro nome allo stadio. E la Qatar Airways – già sponsor delle maglie giallorosse – sembra essere tra le aziende più interessate. «Il Qatar guarda con crescente attenzione agli investimenti in Italia e, in particolare, nel mondo del calcio – rivela Pasquale Salzano, ambasciatore italiano in Qatar – sono certo che tutto ciò che verrà loro proposto, sarà valutato con molto interesse». Un’ammissione importante, che potrebbe aprire nuovi scenari legati a investimenti in Italia nel calcio.










