
Nonostante la sconfitta, il tecnico vede una squadra in crescita ma rileva anche una mancanza di cinismo nei suoi: «Bisogna dire che le partite vanno chiuse, perché poi gli avversari ti puniscono. La squadra però mi è piaciuta dal punto di vista dell’aggressività, siamo stati bravi in pressione con le mezzali, la linea difensiva ha lavorato bene fino al gol, dove ci siamo mossi male permettendogli l’1-1: è un errore su una situazione che invece avevamo studiato molto proprio per evitarla. Una squadra forte come noi deve avere la forza di rimanere in partita dopo aver subito un gol». Di Francesco sa che c’è ancora molto da lavorare ma rimane fiducioso: «Ci lecchiamo le ferite ma i ragazzi hanno interpretato bene la gara. Potevamo chiuderla, abbiamo giocato contro l’Inter, non una squadra di Serie B. Non abbiamo avuto fortuna nel secondo gol. A Bergamo abbiamo giocato male e vinto, oggi bene per 70 minuti e abbiamo perso, il risultato si accetta e si guarda avanti».
A fine gara arrivano anche le parole di Perotti che sull’episodio contestato è molto chiaro: «Non hanno dato un rigore netto. Posso capire che l’arbitro non possa vedere ma chi guarda da dentro mi sembra strano che poi abbiano dato l’angolo, che non c’era neanche. Penso che si debba migliorare tutti, sia la tecnologia che quelli che fischiano. Se ci danno quel rigore e facciamo il due a zero la partita finisce. I tre pali? Non abbiamo avuto fortuna, poi loro sono l’Inter e l’hanno buttata dentro». Il ko gli brucia ancora ma l’argentino cerca di sottolineare l’atteggiamento positivo della squadra: «C’è stato un passo avanti rispetto all’Atalanta. Sono sicuro che se giochiamo tutte le gare così non perderemo tante volte. Oggi era importante vincere peccato perché c’è la sosta e manca tanto per ricominciare. In una settimana siamo migliorati quindi penso che questo sia il cammino da seguire, così arriveranno i punti».










