
CONTA SOLO VINCERE – Ma le ambizioni che lo hanno spinto verso la Roma restano intatte: «Questo non significa arrendersi, anzi. C’è grande consapevolezza, lavoriamo sottotraccia per dar fastidio a tutti. Per fare questo l’obiettivo primario sono i tre punti, il resto sono chiacchiere che lasciano in tempo che trovano». La Roma anche a Torino sarà guidata da Dzeko, diventato un trascinatore che può essere accostato a Batistuta: «Non voglio offendere nessuno però per come si muove Edin, per come calcia di destro e sinistro, e anche per il gol che ha fatto a Londra penso assomigli più a Van Basten che non a Batistuta. Con le dovute proporzioni, mi auguro che possa diventare un giocatore vincente come è stato l’olandese. Ma lo ribadisco, teniamo sempre in considerazione le dovute proporzioni».
DIMENTICARE STAMFORD BRIDGE – A Londra ha visto la squadra che vuole, ma sa che bisogna voltare subito pagina: «Con il Torino mi aspetto una partita difficilissima, troveremo una squadra vogliosa di farci male, che lo scorso anno ha già battuto la Roma 3-1. A livello mentale questa col Torino è una gara nettamente più difficile da preparare rispetto a quella di Londra col Chelsea. Di mercoledì mi resta il rimpianto dei due punti persi. Ma quella prestazione è segno di forza e consapevolezza, ora non dobbiamo essere presuntuosi. Ci fa capire che lavorando di squadra possiamo toglierci tante soddisfazioni. Per questo dobbiamo stare molto attenti e avere il migliore approccio possibile».










