
ANCORA DI PIÙ – Ma non è serata da occhi tristi, questa. Un gol sporco, un altro pulitissimo e «sì, sono felice per questo record, questa è una stagione molto bella per me. Ma penso già al 34… mancano ancora diverse partite, ho due mesi davanti, voglio segnare ancora di più, posso e devo migliorare. Ho segnato poco di testa. Strano, no?». Pare un messaggio ai naviganti, il derby di Coppa Italia con la Lazio è già nei pensieri del bosniaco: «Forse stasera eravamo un po’ distratti da quella partita. È un match troppo importante per tutti noi: sarà dura ma siamo forti e faremo di tutto per andare noi in finale. Vogliamo alzare un trofeo. E in ogni caso sono sicuro che la Roma vincerà qualcosa nel prossimo futuro». Nell’attesa, prima c’è un Napoli-Juventus che orienterà gli sguardi di Edin in campionato da qui in avanti: «Il risultato preferito? Un pareggio sarebbe perfetto».
ECCO IL MASCHIO – Perfetti sono i numeri, meglio Dzeko fece solo nel Wolfsburg 2008-09 (26 in Bundesliga, 36 stagionali). Germania addio, la A ora è il suo pane quotidiano. L’Olimpico è il suo giardino, se 16 dei 23 gol in campionato sono arrivati in casa, anche questo un primato nel primato nei principali tornei europei. E sì che non c’è miglior momento per festeggiare. Spalletti gli ha risparmiato i minuti finali, non sia mai che qualche acciacco – nello specifico un pestone rimediato sul secondo gol – complicasse i piani in chiave derby. Non c’è Roma senza Edin, c’è un’altra squadra che efficace non saprebbe esserlo mai come con lui in campo. Dzeko a tutto campo, Dzeko che «sì, lo vedete come sono felice» fa in tv alla fine del match. E c’è da ridere pure perché dopo Sofia e Una la famiglia si allarga: è in arrivo un maschio dalla moglie Amra, l’erede di un bomber che un anno faceva disperare Roma e ora s’è preso un pezzo di storia tutta per lui. Ora gli manca l’ultimo strappo, il più difficile: associare il suo nome e il suo record a un trofeo giallorosso.










