
La sua analisi evidenzia il rammarico per la poca cattiveria in attacco. «Come noi, anche la Juventus ha avuto due partite differenti – spiega -. La squadra viveva le paure e le insicurezze degli ultimi tempi, ma nel secondo tempo ha accettato i duelli e gestito la palla. Mi sono piaciuti l’atteggiamento e la voglia di giocare uno contro uno in tante situazioni di campo e il fatto di avere un ottimo palleggio in campo avversario. Ci è mancato di concretizzare. Tenere la Juve nella sua metà campo non è facile, la squadra è stata brava, ma ci manca malizia e esperienza per scegliere le situazioni migliori quando si ha palla in avanti».










