
Il canovaccio di ieri è purtroppo già visto: la Roma, nonostante il massiccio turn-over (cinque giocatori cambiati rispetto al match col Barça) gioca praticamente a una porta, attacca per novanta minuti ma, non solo riesce a segnare nemmeno un gol, ma ne incassa due sulle due sole azioni offensive della squadra di Pioli (che raccoglie comunque il sesto successo consecutivo: un caso?). E un numero imprecisato di pali e traverse non può essere alibi per una squadra chiaramente stanca, ma che continua ad avere enormi problemi offensivi: non segna mai. Un problema questo che il buon Di Francesco (al quale fin qui non si può rimproverare nulla o quasi) non riesce a risolvere: eppure ci ha provato. Ieri incassa un gol assurdo dopo sette minuti sul primo affondo viola,ma dà subitola sensazione di poter ribaltare la situazione attaccando a testa bassa. Il gol, però, lo segna ancora la Fiorentina, su una bambola totale di Manolas. Attacco che si rivelerà sterile, anche nella ripresa nonostante i cambi del tecnico. Il 2-0 finale è una punizione fin troppo severa per una Roma che ha pagato la Champions (un po’ come la Juventus salvata dal rigore di Dybala contro il Benevento), ma che deve farsi delle domande serie per il futuro. Una su tutte su Schick un giocatore che la Juve forse alla fine ha scartato non solo per il cuore. Sarà anche un prospetto per il futuro, ma i punti per la Champions servono ora. Così,inevitabilmente, la Roma lascia l’Olimpico tra i fischi del suo pubblico. Giusti, che dire!?










