
Ma per gli ultras il boccone non è meno amaro, si sentono presi di mira dato che per 21 giallorossi fermati e sottoposti a Daspo alla fine ci rimettono tutti. «Per preminenti ragioni di tutela dell’ordine, della sicurezza e dell’incolumità pubblica – si legge nel comunicato – è fatto divieto di vendita dei tagliandi di tutti i settori ai residenti nella Regione Lazio. La vendita è consentita solo ai non residenti. La Questura di Udine elenca una serie di eventi sportivi nazionali e internazionali che provano la pericolosità del tifo organizzato romanista, con particolare riguardo a quello proveniente dalla Capitale e dalla Regione Lazio, non soltanto prima e dopo l’evento sportivo ma anche lungo gli itinerari delle trasferte». Si evince che i romanisti del resto d’Italia potranno accedere al Friuli sabato e che quelli romani (o dei dintorni) sono «pericolosi». Sul web non poteva che scattare l’ennesima polemica. Al di là dell’etichetta dispregiativa, va detto che anche i tifosi del Verona hanno pagato il prezzo degli scontri, vedendosi negare la trasferta a Genova per la sfida con la Sampdoria. La società di Trigoria ha cercato di intercedere con le istituzioni, ma non è rimasta sorpresa della decisione presa: l’intento era quello di mandare un segnale. Ora il rischio è che ci siano conseguenze anche per Roma-Milan, l’Osservatorio si pronuncerà in settimana e non sono escluse limitazioni per i rossoneri, vedi ingresso riservato ai possessori della tessera del tifoso. Di sicuro gli ultras giallorossi non torneranno a colorare gli stadi d’Italia prima di un mese, a Crotone, salvo nuovi divieti.










