
IL PASSATO – Il mese gennaio è stato un macigno sulla sua testa e sulla squadra di Di Francesco. Si vedeva anche nelle altre occasioni che il piede non girava proprio benissimo. Dzeko in questi giorni ha ritrovato serenità, non c’è più nessuno che vuole portarlo via dalla Roma, di sicuro non la moglie, Amra Silajdžic, che ha pesato molto sulla scelta di restarsene nella Capitale. Nè qualcuno vuole strapparlo via da Roma, che ultimamente racconta – attraverso i suoi social – postando foto accompagnate da cuoricini gialli e rossi. Dzeko ama la città e si è legato a doppio filo alla squadra. «Questa città – ha dichiarato ultimamente – ora fa parte della mia vita e così sarà per sempre». Per qualcuno sarà una minaccia, ma va bene lo stesso: Edin se ne farà una ragione, come sempre. Ci sono le premesse che il numero nove della Roma possa riprendere il percorso cominciato a inizio stagione, almeno se ci riferiamo al morale, alla serenità ritrovata. A Di Francesco serve la sua presenza, la sua pesantezza offensiva. Serve che la Roma torni a fare gol e lui l’argomento lo conosce. Lo deve solo ripassare: nelle ultime dieci gare di campionato, da Roma-Spal a Verona-Roma Edin è andato a segno solo tre volte. Nel girone di andata aveva segnato sette reti in cinque gare, da Roma-Inter a Milan-Roma. Troppe pause e non solo per questioni di mercato. Ora non sta nemmeno bene (noie al polpaccio) e anche ieri non si è allenato, ma a quanto pare – riferiscono – recupererà. Vista l’emergenza, la sua assenza non se la augurano nemmeno i suoi (pochi) detrattori.
MODULO DIVERSO – Nel 4-2-3-1 Edin fa un po’ la punta e un po’ il trequartista. Va e torna, ma non c’è niente da fare: l’attaccante è felice quando segna. Lui stesso sa che 87 conclusioni (48 nello specchio) sono tante rispetto ai gol fatti fin qui, dieci (in campionato). Col Benevento fu doppietta al Vigorito, ci riproverà domani sera. Chissà. Dzeko è la sintesi del concetto espresso dalla Roma sulla competitività della squadra, ovvero: per essere competitivi bisogna tenere alti i costi (il problema è non avere altissimi i ricavi). Ecco, appunto, Edin costa tanto, circa 16 milioni l’anno (tutto compreso). E quindi uno come lui deve aiutarti a vincere le partite. Costi quel che costi, è il caso di dire.










