
RENDIMENTO – Alla fine della settimana delle polemiche, alimentate dal botta e risposta con Di Francesco, Dzeko ha ripreso la marcia seguendo i ritmi a cui era abituato. Soprattutto in casa: nelle ultime 20 partite di campionato segnate all’Olimpico è arrivato a 21 reti. Ma ciò che più sorprende, e che gli rende merito, è aver messo in la nella classifica dell’anno solare professionisti del settore come Icardi e Higuain, Belotti e Dybala.
DEDICA –Dzeko è un centravanti affidabile e anche un padre corretto: dopo aver dedicato alla prima figlia neonata Una il gol segnato contro il Carpi, sabato ha potuto ripetersi in onore del secondogenito Dani, venuto al mondo la scorsa settimana, con le due reti all’Udinese. E cominciano a essere tante le serie vincenti da giocatore della Roma: è la sua decima doppietta tra campionato e coppe, a cui vanno aggiunte le due triplette griffate nella scorsa edizione di Europa League.
CROCIERA – «Non mi sono mai sentito così forte» diceva Dzeko in estate, prima che si ripartisse con le partite vere. Beh, i numeri confermano che è più o meno vero. Senza la pretesa di pesare l’importanza dei gol, Dzeko versione romanista segna a 0,55 di media (52 reti in 94 partite), quasi ai livelli di dieci anni fa quando vinceva in Germania con il Wolfsburg (0,59) e molto meglio del ritmo tenuto al Manchester City in Inghilterra (0,38). Se non avesse sbagliato la prima stagione italiana, forse avrebbe superato se stesso. Invece si è limitato a battere il record personale (e il record della Roma) di una sola stagione: quelle 39 reti che, dopo lo sfogo quasi rassegnato di Roma-Atletico, sembrano improvvisamente meno lontane.










