
POKER D’INSIDIE Non è un mistero, infatti, che i ragazzi di Eusebio Di Francesco avranno subito un poker d’insidie da cui doversi guardare. La Roma, infatti, affronterà il 14 gennaio in casa l’Entella per gli ottavi di finale di Coppa Italia (gara ad eliminazione diretta) e poi un terzetto di rivali nella rincorsa alla zona Champions League, ovvero Torino, Atalanta e Milan, col primo e terzo impegno in programma all’Olimpico. Quanto basta per far capire che passi falsi, da ora in poi, sarebbero pericolosissimi.
LA CRISI DEL GOL Ovvio che da Dzeko ci si aspetta un rendimento in linea più con la prima parte del 2018 che della seconda. Infatti, le (appena) 2 reti segnate in campionato in questo inizio di stagione stridono col suo rendimento standard, che invece in Champions League è al livello della sua fama, avendo realizzato 5 reti in 4 match disputati. Tutt’altra storia, invece, nei primi cinque mesi dello scorso anno, quando i gol realizzati sono stati 13, di cui 8 in campionato e 5 in Champions.
DAL DIVORZIO AI GOL Il tutto a partire da quel gennaio scorso, in cui si stava per consumare il grande strappo tra l’attaccante – fortemente richiesto dal Chelsea – e la società giallorossa, disponibile a parlarne. Per fortuna della Roma, però, la trattativa non andò in porto per due circostanze concomitanti: la mancata accettazione da parte della società londinese delle richieste contrattuali del bosniaco e la volontà della famiglia di Edin di restare a Roma, soprattutto tenendo conto che la stagione era ancora in corso. Tutto questo, però, adesso sembra acqua passata, ed anche se è vero che della spalmatura del contratto del giocatore per il momento non si parla, resta la volontà di chiudere al meglio l’attuale stagione. E la Roma ha senz’altro una certezza: senza il miglior Dzeko, sarà difficile fare strada










