
Sulle caratteristiche e sugli altri giovani: «E’ un centrocampista moderno, è stato molto precoce. Ora serve mantenersi, lavorando sodo. Ha qualità tecniche e fisiche impressionanti. Oggi l’unico giovane che ha tante presenze in Serie A è Donnarumma, poi c’è Chiesa. Ho sentito suo padre Enrico a Natale e gli ho detto che doveva fare più gol, si vede che gliel’ha riferito. E’ un esterno offensivo e il gol deve essere nel suo bagaglio tecnico. Corre molto, con l’esperienza si impara poi a fare una corsa a vuoto in meno e arrivando meno stanco sotto porta. Spero continui così». Poi una bacchettata ai club: «Ai miei tempi magari i giovani avevano più partite, giocavano di più. Però sono ottimista perché pian piano stanno trovando spazio». Ma Mancini non pensa solo ai giovani: «Balotelli fa parte del gruppo e dipenderà da lui. Ieri ha giocato la seconda partita in quattro-cinque mesi. Dipenderà tutto da lui. Se fa gol sempre da qui a fine marzo vedremo. Quagliarella? E’ sempre stato forte, sa benissimo però che potrà esserci o no. Se poteva stare nella nostra Samp? In panchina sì (ride, ndr)».










