
CHIARIMENTO – E chi si muove, all’Olimpico prima della partita l’avevano pure premiato, Damiano Tommasi a consegnargli un riconoscimento per la classifica cannonieri vinta la scorsa annata, 29 gol e 39 stagionali per chi l’avesse dimenticato. «Ma i confronti con la squadra di un anno fa non voglio farli — ancora Dzeko—Guardiamo avanti, abbiamo fatto una bella gara. Siamo una squadra un po’ nuova, il mister pure, sta migliorando la condizione fisica: continuiamo così ». E magari i dubbi svaniscono via via. Martedì scorso s’era sentito solo, con un Nainggolan lontano e un Salah volato in Premier League. S’era risentito, Edin. Il «resiliente» Di Francesco due giorni fa l’aveva pizzicato: «Deve giocare di più per la squadra». «Ma io e lui parliamo sempre, c’è un bel rapporto tra di noi», ha precisato Dzeko. Ed Eusebio ha gradito non poco: «Sono qui per aiutare i giocatori, non per complicare loro la vita. Per essere grandi bisogna soffrire insieme, lui l’ha capito. Stasera s’è messo prima a disposizione dei compagni, poi i gol sono venuti dopo».
BATTIBECCHI – Vengono dopo anche grazie a un assist di Florenzi e all’amico di Manchester, Kolarov . Reti che messe in serie fanno questa rima: 21 nelle ultime 20 presenze in A all’Olimpico, 19 nell’anno solare 2017 : nessuno come lui. Forse è per questo che Di Francesco ha potuto esultare: «Dobbiamo creare entusiasmo intorno alla squadra. Il calcio è fatto anche di sofferenze, quello di Edin martedì era solo uno sfogo. Ha fatto due gol, poteva farne anche di più». E l’abbraccio dei compagni dopo il 30 vale un post su Instagram del bosniaco: «Noi siamo la famiglia». E in famiglia ci sono pure le incomprensioni: Gerson e Bruno Peres battibeccano all’uscita del campo, colpa di un buffetto scherzoso mal interpretato dal centrocampista e di un richiamo poco gradito del difensore ad allenarsi dopo la partita. «Niente di grave», chiosa Di Francesco. Merito del diluvio.










