
ESPLOSIVO – E’ stato come un carnevale: nel giovedì grasso ha compiuto 25 anni, di sabato ha segnato un gol pazzesco contro il Bologna mentre di martedì, ultimo giorno della settimana di maschera e coriandoli, ha travolto il Chelsea con una doppietta. «E peccato, potevano essere tre» ha confidato il Faraone ai familiari, rimpiangendo la possibilità di portarsi a casa il pallone di Roma-Chelsea.
CRESCITA – Non segnava in un girone di Champions League addirittura da cinque anni. Erano i suoi tempi migliori al Milan: andò in rete a Bruxelles contro l’Anderlecht nel novembre 2012. Da allora non ha avuto molte altre possibilità di migliorare lo score ma in questa nuova Roma targata Di Francesco ha riscoperto un ruolo di primaria importanza.
CONTINUITÀ – La speranza è che ora non cominci la quaresima. «I complimenti te li farò alla prossima partita» gli ha detto il padre Sabri, secondo un rituale già scritto. Per evitare che Stephan si adagi sugli allori, non lo blandisce. Lo stimola nell’orgoglio, conoscendone il carattere e la professionalità.
AMBIZIONE – A tavola, dopo la partita, si è parlato anche delle prospettive in Nazionale. Stavolta, mai come stavolta, El Shaarawy è sicuro di poter essere decisivo anche per l’Italia nello spareggio mondiale. Magari stavolta Ventura gli affiderà un posto tra i primi undici, almeno in una delle due partite.
CONTRATTO – All’inizio dell’anno nuovo poi Manuel, il fratello-manager, incontrerà Monchi per impostare il rinnovo del contratto. El Shaarawy è legatissimo a Roma e alla Roma, ha ritrovato dopo molto tempo una serenità sentimentale che credeva persa per sempre, sarebbe felice di rimanere a Trigoria più a lungo rispetto alla scadenza del 2020. Basta mettersi seduti e raggiungere un accordo. Dopo i dubbi dell’estate scorsa, il feeling con Di Francesco ha spazzato via le nubi. Oltre al Chelsea.










