
D’altra parte è stata un’estate tormentata per il Faraone, tornato dalle vacanze con un problema alla schiena che gli ha fatto in pratica saltare tutta la preparazione. In ritardo di condizione, ha faticato a inserirsi, e il tecnico gli ha inizialmente preferito Defrel e Perotti. Adesso Elsha sta bene e vorrebbe una maglia da titolare anche in Champions. «Il lavoro paga sempre e la mia crescita è merito del mister – ammette l’attaccante – io sono molto autocritico con me stesso e devo dire che questo 4-3-3 mi avvantaggia molto, per gli inserimenti e i tagli in mezzo. Possiamo arrivare lontano, senza imporci dei limiti e questo è anche l’anno dei Mondiali, voglio proseguire in crescendo».
Perotti, d’altra parte, ha dovuto mettere dieci punti di sutura su un taglio alla caviglia rimediato durante la partita (che gli ha fatto sbagliare il rigore), ed è in dubbio. Non è in dubbio Dzeko, punto fermo di questa Roma, capace di realizzare già sei gol (con due doppiette) e un assist, per quello che è il suo miglior avvio di stagione da quando è nella capitale (anno scorso 4 reti e 2 assist nelle prime sei di campionato). «Abbiamo iniziato bene, restando concentrati dall’inizio anche contro l’Udinese – spiega proprio Dzeko – tutti dicono che queste sono partite facili, ma non è così. Non è poi importante che gli altri parlino di noi, conta solamente il nostro lavoro. Siamo sulla strada giusta e dobbiamo continuare così». Con Perotti in dubbio, sarà nuovamente Defrel a mettere una maglia da titolare. Saranno pochissimi i tifosi a seguire la squadra a Qarabag, anche se i biglietti del settore ospiti sono stati comunque acquistati da molti per mantenere il diritto di prelazione anche per le prossime trasferte di coppa.










