
IL COPIONE – L’introduzione della gara non prometteva tanto. Per venti minuti è equilibrio assoluto, ma solo in apparenza. Villarreal e Roma sembrano esercitare il copione voluto: gli spagnoli palleggiano nella metà campo giallorossa stringendo i due esterni nella zona centrale e provando le imbucate con i passaggi spaccalinee di Bruno, la Roma contiene e riparte, anche se partendo da troppo lontano fa fatica a portare uomini in area avversaria. In realtà la squadra di Spalletti capisce così dove far male. Cioè a sinistra. Lì il Villarreal ha un problema strutturale che Escribà ignora, e improvvida pare l’esclusione di Roberto Soriano per il rosso di sabato scorso. Castillejo rientra poco e Mario Gaspar deve preoccuparsi di El Shaarawy, così si apre la notte di gloria di Emerson: sempre molto largo e libero, poco dopo la mezzora scippa l’ingenuo Castillejo e disegna l’arcobaleno del suo primo gol europeo (secondo in maglia Roma) con il piede sbagliato, il destro.
PIÙ SALAH, PIÙ DZEKO – Il Sottomarino Giallo non emerge più, anche se a inizio ripresa mette fuori il periscopio ma, più che per meriti propri, per un po’ di pigrizia degli spallettiani: meno ruvidi al contrasto, meno attenti nelle coperture centrali, meno aiuti sugli esterni. Ne sgorgano cinque innocue conclusioni che Alisson amministra senza problemi. E anzi il fiatone di El Shaarawy consente a Spalletti di stappare Salah. Le bollicine dell’egiziano esaltano Dzeko. Da grande attaccante la finta che manda al bar Musacchio per il raddoppio su assist di Salah: controllo con il sinistro e palla in buca. L’aperitivo stimola l’appetito del bosniaco. In rapida sequenza mette dentro anche il 3-0 stavolta scherzando Victor Ruiz e il 4-0 che gli fa mettere in valigia il pallone su assist di Nainggolan.
CERNIERA – Il belga migliora con l’ingresso di Salah, spostandosi sul centrosinistra, e contribuisce a costituire la cerniera centrale in cui incarta anche il volenteroso Sansone: il Ninja recupera 13 palloni, più altri 11 tra Strootman e De Rossi. Ma il conto che vale di più è lo 0-4: due vittorie italiane in Euroleague, entrambe in trasferta. C’è margine per rendere finalmente un po’ più italiana anche la coppa che ci è meno familiare.










