
«Se oggi sono qua, se oggi gioco e posso dimostrare le mie qualità, è grazie al mister, perché quando ero in difficoltà, lui mi ha aiutato, e continua a farlo anche oggi, ogni giorno. Lo devo ringraziare perché senza di lui nessuno avrebbe conosciuto Emerson». Ormai titolare, Emerson sta rendendo complicato il rientro – dopo l’infortunio – a Mario Rui. Innamorato della città, d’altra parte, lo è stato da subito. «Adattarmi a Roma è stato semplice, perché è una città dove trovi tutto facilmente. Per quanto riguarda il club, è normale che quando arrivi devi farti nuovi amici, devi capire i nuovi compagni ma alla fine è stato tutto naturale e mi trovo benissimo». È già stato riscattato per due milioni di euro, dal Santos, è quindi ora a tutti gli effetti un giocatore della Roma. «Sono molto contento perché il club ha una grande struttura, sa far crescere i giocatori». Non originale, però, nell’indicare la cosa che più gli piace della capitale: il Colosseo. «La città è fantastica, mi piace il tempo anche in questo periodo che fa freddo. Come possiamo, insieme alla mia famiglia, andiamo al Colosseo, un monumento bellissimo». Di sicuro, adesso, in giro per la città, non sentirà più ripetere “Emerson chi?”. Gli insulti si sono trasformati in richieste di autografi, le critiche, in foto ricordo.










