
APPESO A UN FILO – Separato in casa. Soprattutto muto e infuriato: Di Francesco ha rinunciato a parlare in confernzea stampa. e non ha rilasciato nemmeno le interviste alle tv. Più che a se stesso, pensa ancora alla Roma Ce l’ha con Cakir. L’arbitro turco, non sanzionando l’entrata di Marega su Schick, gli ha impedito di arrivare per il 2° anno di fila agli ottavi. Ma prima dell’errore dell’arbitro, evidenti sono state le gaffe di Manolas, Karsdorp e Florenzi che rispettivamente consegnato il tris e la qualificazione al Porto. Il colpo di grazia, prima del rigore trasformato da Telles al minuto 12 del 2° tempo supplementare, glielo ha assestato Dzeko, pappandosi la rete della promozione. Eusebio ha comunque fatto i complimenti ai protagonisti della sera. Breve sosta negli spogliatoi, dove ha lasciato diversi giocatori in lacrime, prima di rifugiarsi sul pullman. Non ha avuto la forza di parlare.
SOLIDARIETA’ INTERNA – Il pianto di Florenzi. Quello di Cristante e la disperazione di altri. La reazione del gruppo, nella sfida più delicata, sta facendo riflettere la dirigenza della Roma. Che ha rimandato a oggi la decisione definitiva. Al rientro nella Capitale, dunque, nel primo pomeriggio. Eusebio, per ora, è in stand by. Non è certo l’esonero che però rimane l’unica soluzione per cercare di sistemare in corsa la situazione e conquistare quel 4° posto che resta vitale per il club giallorosso. «Non difendo Di Francesco perché è mio o perché ho vissuto anni bellissimi con lui, ma perché sono un dirigente della Roma ed è il mio allenatore. E il tecnico della Roma va difeso fino alla fine» le parole di Totti prima dell’inizio della gara contro il Porto. Non è diversa, a fine match, la posizione di De Rossi. Anche il capitano si augura di poter continuare con Di Francesco. Il pullman ha acceso i motori alle 23,56 di Oporto. L’una in Italia. Con Eusebio ancora allenatore della Roma. Anche se circola di nuovo l’ipotesi delle dimissioni.










