L’impresa è compiuta. Perché di impresa si deve parlare se arrivi primo con tranquillità in un girone che includeva Chelsea e Atletico Madrid. La Roma di Di Francesco sbriga cinicamente la pratica Qarabag e accede agli ottavi di Champions per la sesta volta nella sua storia, per la 2° volta al comando del gruppo. E che gruppo. Proprio nel giorno del sì al nuovo stadio. Lo fa grazie a un gol del giocatore che il 28 maggio contro il Genoa aveva permesso ai giallorossi di accedere alla Champions senza passare per i preliminari: Diego Perotti. L’argentino ha smantellato le paure al 53’ rimediando a uno dei tanti errori sotto porta di Dzeko e piegando il fortino del Qarabag. Poi occhi e orecchie sono andati a Londra dove il Chelsea ha pareggiato 1-1 con l’Atletico chiudendo a 11 punti, gli stessi della Roma che però vantava la vittoria dell’Olimpico contro Conte. Alla fine è festa grande sotto la Sud, in una notte che consegna alla Roma americana una dimensione internazionale sconosciuta (oltre a 15 milioni nelle casse) e che permette al calcio italiano di portare almeno due squadre tra le prime 16 d’Europa. Lunedì al sorteggio per gli ottavi la possibilità di cogliere una squadra “alla portata” è più alta (fatta eccezione per Bayern e Real).
Di Francesco incassa i complimenti di Ancelotti e spiega il segreto del successo: «E’ una grande vittoria. Non era facile arrivare primi, per tutti dovevamo essere eliminati. I ragazzi però ci hanno sempre creduto e hanno messo determinazione sin dalla prima partita. La sofferenza all’andata con l’Atletico è stato l’inizio di un grande percorso. Qui a Roma non siamo sempre abituati a vincere i gironi di Champions, fa parte di un bel processo di crescita. I meriti sono principalmente del gruppo, io ho solo trasmesso il mio lavoro entrando nella loro testa. Non mi accontento però».
Ride pure Perotti: «E’ un momento bellissimo per noi. Nessuno ci credeva all’inizio ma abbiamo lavorato tanto e ce lo siamo meritato. Loro stavano tutti indietro come se si giocassero qualcosa. Tutti uniti e abbiamo vinto». L’uomo che celebra al meglio le feste: l’addio di Totti, il buongiorno al nuovo stadio. Gode anche De Rossi che supera proprio l’ex capitano: nessuno a Roma era mai approdato per sei volte agli ottavi. «La qualificazione ripulisce la nostra immagine europea», ha detto il capitano.
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