
Gli fa eco Alessandro Florenzi, entrato nel quarto d’ora conclusivo con la squadra già sotto 2-1: “Non penso sia un momento negativo solo del reparto difensivo ma della squadra. So che possiamo fare meglio ma metto la mano sul fuoco sul fatto che ognuno stia dando tutto ciò che ha. Eravamo qui per dare un piccolo segnale e far vedere che teniamo alla maglia e teniamo al club. Non parlo solo di allenatore e giocatori, ma tutta Trigoria deve remare verso la stessa direzione e dare qualcosa in più, per primi noi giocatori che non possiamo fare queste figure. Siamo delusi e amareggiati, dobbiamo trovare la soluzione”.
Il discorso di Florenzi prosegue con un tono molto simile a quello fatto da Di Francesco dopo il tracollo di Bologna, preludio alla rinascita nel derby di fine settembre, successo che a distanza di poco più di due mesi sembra lontanissimo: “Inconsciamente ci manca qualche certezza. Adesso ci deve essere gente tosta, che ha voglia di giocare il pallone con coraggio e personalità. In questo momento bisogna vedere l’uomo che ha la forza di osare la giocata. Per scendere in campo con la maglia della Roma serve personalità”. La settima sconfitta stagionale tra campionato e Champions pesa come un macigno sul morale, pur essendo irrilevante ai fini della qualificazione agli ottavi di finale: “Dobbiamo avere tutti la fame e voglia di giocare a pallone, di non avere paura di giocare a calcio. Non c’entra il gioco e non gioco. Possiamo buttare anche tutte le palle lunghe avanti, l’importante è vincere. Dobbiamo cercare di arrivare al quarto posto, che è il nostro obiettivo. Per noi la gara di domenica prossima deve essere come la finale di Champions”. L’incontro con il nuovo Genoa di Prandelli, in programma domenica sera, sta particolarmente a cuore anche a Manolas: “E’ una partita importantissima, delicata e dobbiamo solo vincere. Dobbiamo entrare in campo con la testa giusta per prendere questi tre punti fondamentali”.










