
L’intesa, sottoscritta anche dal Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Lazio, Jacopo Marzetti, coinvolge le bambine e i bambini delle Scuole Calcio delle tre società professionistiche i quali indosseranno il logo No bulli sulla maglia di gioco durante tutte le partite per la stagione 2018/2019 fino al termine delle attività della Scuola Calcio, facendosi così portavoce di un messaggio di rispetto e amicizia da trasmettere agli altri atleti che incontreranno sul campo.
Cangemi ha ringraziato le società professionistiche della serie A per aver aderito da subito con entusiasmo alla proposta unendosi al fianco dell’istituzione regionale per intervenire sul rilevante fenomeno del bullismo. Il presidente della Lazio Lotito ha voluto sottolineare l’importanza dell’iniziativa ma ha lanciato un monito anche verso i genitori che troppo spesso sono i primi ad aizzare i propri figli contro gli avversari. «Il bullismo è da vigliacchi ha tuonato Baldissoni e mettersi tutti contro uno è un atteggiamento totalmente contrario a quanto avviene normalmente in un gruppo». Il rappresentante del Frosinone, infine, ha ricordato come la squadra ciociara sia già attiva nell’educazione dei giovani calciatori avendo attivato una campagna nelle scuole del frusinate alla quale hanno aderito anche la Questura e l’Università di Cassino.
IL MESSAGGIO – Florenzi, Immobile e Ciofani, infine, hanno portato il loro messaggio di saluto dichiarandosi orgogliosi del loro ruolo di testimonial. Significativa la presenza fra il pubblico di una rappresentanza delle squadre femminile e di quelle giovanili delle tre squadre. La campagna No Bulli proseguirà con altre iniziative e con il coinvolgimento del Corecom Lazio e prevede un mini torneo, che sarà programmato al termine delle attività della scuola calcio, e giornate di formazione e informazione, da svolgere negli impianti sportivi delle singole società, per coinvolgere il maggior numero di atleti e gli staff tecnici ai quali spetta il delicato compito di allenare e di educare le ragazze e i ragazzi, dentro e fuori il campo di gioco.










