
SCOTTATURA – La valutazione è saggia, da ragazzo equilibrato e anche un po’ spaventato, visto che la frenesia successiva alla prima operazione, che aveva fissato in cento giorni i tempi di recupero, non lo ha aiutato a riprendersi al meglio fino al secondo crac avvenuto durante un banale allenamento a Trigoria. Stavolta, giustamente, Florenzi intende andare per gradi, senza forzare e senza illudersi, con l’idea di tornare a disposizione della Roma dall’inizio del prossimo campionato. Per ora tutto procede bene nel lavoro di riabilitazione: se non ci saranno intoppi, visto che sono già passati tre mesi dal secondo intervento chirurgico, a breve comincerà la fase di riatletizzazione, premessa necessaria per il ritorno agonistico.
CARICA – Dalla splendida visuale del Cavalieri Astoria di Monte Mario, seduto di fianco a Fabio Capello, Florenzi ha commentato anche il momento della Roma: «Aver battuto la Juventus è un segnale importante. Come ha detto Spalletti, abbiamo dimostrato di essere una squadra tignosa. Ma la vittoria di domenica non conterà niente se non riusciremo a entrare in campo con lo stesso atteggiamento contro Chievo e Genoa». Perché il secondo posto ormai è alla portata della Roma anche se, sottolinea il moderatore Mario Sconcerti, non è mica assegnato lo scudetto… «Finché la matematica non esprime il suo verdetto noi un po’ ci speriamo. Però realisticamente il nostro obiettivo è il secondo posto, che per la società e per i tifosi sarebbe fondamentale. Sarebbe un bel premio per la squadra che ha fatto risultati di grande peso nel girone di ritorno».
ORGOGLIO – Ma lo scudetto è davvero un’opzione ancora credibile? Secondo Raffaele Vrenna, che è il prossimo avversario della Juventus, la sconfitta del Crotone allo Stadium non dev’essere considerata scontata. Tanto più perché i calabresi, impegnati in una clamorosa rimonta-salvezza, nelle ultime sette giornate hanno preso 17 punti su 21 senza perdere mai. Ma è chiaro, realisticamente, che la Juventus non avrà difficoltà a vincere almeno una delle prossime due partite (l’ultima è in casa del Bologna, che non ha obiettivi di classifica). Eppure in città, nel tam tam radiofonico e sui social network, molti tifosi hanno ripreso a sognare, sulla scia del 3-1 che ha ribaltato la situazione degli scontri diretti: in caso di arrivo a pari punti cioè la Roma sarebbe campione d’Italia. E poi tra i romanisti si respira un senso di orgoglio, che può essere raffigurato con l’esultanza di Nainggolan, per aver impedito a 15.000 juventini di festeggiare lo scudetto proprio all’Olimpico, come era riuscito ad Allegri nel 2011 con il Milan sempre alla terz’ultima giornata.
PROSPETTIVE – Male che vada, insomma, la grande vittoria di domenica ha riavvicinato la Roma alla sua gente, in attesa del gala di domenica 28 maggio che servirà a tributare il dovuto saluto a Francesco Totti. Sarebbe sgradevole se l’addio di Totti contro il Genoa non fosse accompagnato da un volo diretto per la Champions League buono per chi verrà dopo Totti.










