
TENSIONE – A distanza di giorni il disappunto è passato, sciogliendosi in una questione di denaro che poi è sostanzialmente un’idea di principio. Squinzi ha dato mandato all’amministratore delegato, Carnevali, di trattare la risoluzione del contratto in scadenza nel 2019 per consentire a Di Francesco di realizzare il proprio sogno. Ma il senso è deciso, almeno per ora: Di Francesco deve portare in dote la clausola di 3 milioni prevista dagli accordi. Altrimenti rimane al Sassuolo. Ed è qui che si è bloccata la trattativa perché la Roma non intende “comprare” un allenatore: Di Francesco si organizzi pure da solo.
SCENARIO – Beh, non è stato possibile. Di Francesco è stato respinto una seconda volta dal Sassuolo, dopo il breve colloquio con il patron. E’ successo due giorni fa in sede, con Carnevali che non ha concesso il nullaosta. Da ambo le parti filtra ottimismo, e la sensazione è che finirà per prevalere il buon senso con un’intesa fra i club. Ma certo è curioso che due società amiche, tra le quali ballano decine di interessi per i calciatori, si irrigidiscano su un finale già scritto. Cosa c’è dietro? Dalle riunioni di Boston sta spuntando un nuovo allenatore? Già sono tornati a circolare i nomi di Tuchel, Paulo Sousa e persino Emery, ieri confermato ufficialmente dal Psg. Sono proprio queste voci che non lasciano tranquillo Di Francesco, fino a poche ore fa sicuro della Roma e adesso agitato per l’attesa.
VOLATA – La situazione non si sbloccherà fino a martedì quando lo stato maggiore della Roma rientrerà dagli Stati Uniti. Il Sassuolo ha fretta perché deve scegliere il sostituto (Oddo e Maran sono i favoriti), la Roma anche perché vanno programmati il mercato e l’estate di lavoro. Dovrebbe andare tutto bene ma è meglio leggere le prossime pagine di questo libro: non si sa mai.










