
TAPPA FONDAMENTALE – «È stata una vittoria importante ma non la più bella. Ma la più importante è stata quella in Champions» precisa Di Francesco. L’esibizione giallorossa, magari non spettacolare, è stata essenziale e soprattutto ordinata. Non accetta di sentire che il Milan è stato superiore in alcune fasi del match: «Guardiamo i numeri quando uno è superiore tira tanto in porta e il mio portiere di parate ne ha fatta una sola. Noi abbiamo sicuramente concluso più volte…».La strada intrapresa, insomma, è quella giusta: «Sei vuoi essere aggressivo devi alzare gli esterni e noi non ci siamo riusciti. Le partite non si possono dominare per 90 minuti, con l’Inter lo abbiamo fatto per 70 minuti e abbiamo perso. Il Milan ha grandi potenzialità, con Montella c’è una grandissima amicizia. Ma in campo si va in guerra e stavolta l’ho vinta io».
SARRI DA IMITARE – Di Francesco si prepara al nuovo scontro diretto, appuntamento all’Olimpico, sabato 14 ottobre, per sfidare il Napoli a punteggio pieno: «E’ la squadra che non vorrei mai incontrare. La Juventus è sempre arrivata fino in fondo, ma il Napoli è una squadra che è una sinfonia. Vorrei che anche la Roma possa crescere così. Dobbiamo migliorare nel gioco. Adesso il rischio è l’esaltazione. Siamo dietro agli altri e restiamo con i piedi per terra. Io so che il gruppo migliora di partita in partita, la crescita è evidente. Io, comunque, sono un martello, pure se non lo dimostro…». De Rossi è partito per Firenze nonostante abbia chiuso il match con un fastidio al ginocchio destro (gonalgia infiammatoria). Lo staff medico della Nazionale lo visiterà stamattina a Coverciano. Ventura ha già perso Verratti e non vorrebbe rinunciare anche al capitano giallorosso per le gare decisive delle qualificazioni mondiali contro la Macedonia e l’Albania. Strootman ha lasciato lo spogliatoio di San Siro zoppicando vistosamente: trauma contusivo all’adduttore destro. Con l’ematoma alla coscia, non sembra recuperabile per le partite dell’Olanda.










