
I RIENTRI – «Se si vuole fare questo lavoro bisogna avere grande ambizione – dice Di Francesco, riferendosi alle parole dette dallo stesso Strootman – A volte a Roma ci perdiamo in chiacchiere. Io, invece, preferisco fare più fatti e concentrarmi sul campionato e sulla Champions. Per come si è messo il campionato i punti che abbiamo perso per strada sono stati anche frutto di un pizzico di sfortuna. Ma in certe partite siamo mancati, dovevamo fare di più. Stiamo lavorando per recuperare la strada persa nell’ultimo periodo, di certo anche io mi aspettato un distacco inferiore rispetto a quello attuale». Ed allora oggi l’imperativo è vincere. Anche perché, rispetto almeno agli ultimi giri di valzer, Di Francesco ha recuperato molti degli effettivi. Ad iniziare da De Rossi e Schick. «Quando si rientra è più facile ragionare sulle due partite che sulle tre. La possibilità che De Rossi giochi oggi e contro lo Shakthar c’è. Schick, invece, si è finalmente allenato bene e con continuità. Lo vedo in crescita, sia fisicamente che psicologicamente».
ALTERNANZE – E proprio Schick potrà essere da oggi in poi una valida alternativa a Dzeko, riuscendo magari a far riposare il centravanti bosniaco in qualche circostanza. Esattamente come oggi Juan Jesus farà riposare Kolarov, vitale per la sfida di mercoledì in Ucraina. «È una possibilità, o lì o da centrale difensivo», continua Di Francesco. Che poi conferma come la virata verso il 4231 gli sia piaciuta eccome: «Farò meno cambi possibile, giocando con questo nuovo modulo la Roma si è arricchita, i ragazzi ora hanno un sistema in più in testa. Lo hanno assimilato bene, può essere un valore aggiunto. Adesso dobbiamo trovare continuità nel bel gioco, che a tratti si è visto con il Benevento e nel primo tempo di Verona». Già, anche se poi quel che conta davvero è la vittoria. Per dare continuità, appunto. E concentrarsi solo sul calcio.










