
Ma anche dei compagni che non lo hanno abbandonato: il risultato è che il brutto anatroccolo — arrivato con una clausola legata alla possibilità di vincere il Pallone d’Oro — è diventato un cigno sotto il diluvio toscano. Ventenne schivo, già papà di Giovanna, una bambina avuta poco dopo il suo arrivo in Italia, un anno e otto mesi fa, che nella vita privata gli regala stabilità, insieme alla giovane compagna. Vita a cui si è dovuto abituare nella nuova realtà, per una fase d’ambientamento che l’ha visto faticare, non troppo aiutato dal pressante papà Marcao, molto presente fino a qualche tempo fa nelle sue scelte. Ma Gerson è diventato più autonomo, consigliato dai connazionali presenti nella Roma: Emerson, con il quale ha festeggiato in discoteca la vittoria di Firenze, oppure Castan, fratello maggiore che gli fa da chioccia nello spogliatoio. Ora Gerson sfrutterà sosta del campionato per lavorare con Di Francesco, anche se saranno in pochi a restare a Trigoria, visto che le nazionali porteranno via bel 14 giocatori (De Rossi, Florenzi, El Shaarawy, Manolas, Kolarov, Nainggolan, Strootman, Moreno, Under, Perotti, Fazio, Alisson, Lobont, Skorupski).










