
ESTATE INDIMENTICABILE – Cala così il sipario sulla seconda telenovela estiva targata Roma che dopo aver incassato il no del Leicester per Mahrez si è rifatta con Schick. Talento puro, attaccante-rivelazione della passata stagione che a Trigoria avrebbero potuto già prendere lo scorso anno a 4,5 milioni (era stato offerto dall’agente Dario Canovi) e che ora Monchi è stato costretto a pagare 10 volte di più. A dimostrazione, tuttavia, che chi lo aveva segnalato addirittura nel 2015 quando lo aveva visto giocare nei mondiali under 17 non si sbagliava. Un’estate, quella appena trascorsa, che Patrik ricorderà a lungo. Prima l’intesa con la Juventus, poi la retromarcia bianconera a seguito dell’aritmia riscontrata durante le visite mediche. L’idoneità sportiva ottenuta il 9 agosto riapre l’asta alla quale partecipano l’Inter (che offre un prestito biennale con obbligo di riscatto a 35 milioni), la Juventus (tornata con la stessa proposta d’inizio estate, ossia prestito di 8 milioni e mezzo trasformabile a gennaio in definitivo per un totale di 30,5 milioni), il Napoli (pronto a offrire in extremis i cartellini di Zapata, Strinic più cash) e la Roma. La spuntano a suon di milioni di euro i giallorossi. Ora la palla passa a Di Francesco che dovrà trovargli la giusta collocazione tattica in campo.
OCCASIONE CERCASI – Sino a poco tempo fa Monchi aveva dichiarato che senza il sostituto di Salah la Roma era completa al 90%. In teoria con l’arrivo di Schick la rosa giallorossa dovrebbe esser stata ultimata. Condizionale tuttavia d’obbligo. Se per le fasce i rientri di Peres, Florenzi e Karsdorp regalano più certezze a Di Francesco, nel pacchetto dei centrali manca qualcosa. A Trigoria, però, continuano a ripetere come l’acquisto di un difensore sia una possibilità e non una necessità. E chiudono all’ennesimo rilancio juventino per Strootman.










