
INDIETRO – Lo scorso anno, appena arrivato a fine gennaio dal Genoa, è sceso subito in campo, si è preso il posto e nessuno glielo ha più tolto. In questa stagione non è stato imprescindibile: l’esplosione di Dzeko, il cambio di modulo, qualche problema fisico di troppo e la scarsa attitudine davanti la porta, al netto di una mira infallibile dagli 11 metri, ne hanno limitato il rendimento. Nell’ultimo mese e mezzo in campionato ha giocato 90’ solo contro il Napoli, poi panchina contro la Fiorentina, out contro il Palermo, e pochi scampoli contro Crotone, Torino e Sassuolo (16’ in tutto). Non è andata meglio in Europa League: nei turni a eliminazione diretta non ha giocato contro il Villarreal all’andata, è sceso in campo 90’ nella (quasi) inutile gara di ritorno, con il Lione appena 19’ in due partite. Contro la Lazio in Coppa Italia, infine, 26’ nella ripresa, visto che Dzeko e Salah sono per Spalletti due punti fermi e El Shaarawy, anche dal punto di vista fisico, sta dando segni di ripresa importanti.
A CENA CON… – Le cose stanno andando meglio a Paredes, ieri sera a cena col milanista Ocampos. Al contrario dell’amico Diego (anche lui ieri a cena con un rossonero, Suso), il momento di flessione lo ha già passato e superato: due gol nelle ultime tre all’Olimpico, dalla partita con la Fiorentina ne ha giocate da titolare 4 su 7 e con ogni probabilità, vista anche la squalifica di Strootman, giocherà dall’inizio con l’Empoli, dopo la sosta. Una partita ovviamente speciale, visto che proprio in Toscana è maturato la scorsa stagione. Il futuro è ancora da scrivere: sarà a Roma (contratto in scadenza nel 2019) o altrove? Di sicuro, davanti agli osservatori dell’Atletico Madrid, domenica Leo non ha avuto problemi a farsi notare.










